• Citta.jpg Architetture
  • Piero_2.jpg Cosroe contro Massenzio
  • Veri.jpg Verifica della vera Croce
  • Resurrezione.jpg La resurrezione
  • PArto.jpg Madonna del Parto
  • Misericordia.jpg Polittico della Misericordia

Indagini Preliminari

Per il ciclo di affreschi con la Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, valutata la complessità della situazione in atto e l’entità dei fenomeni da studiare, le indagini preliminari hanno seguito un articolato progetto di ricerca, del tipo diagnostico conoscitivo, suddivido in 5 settori operativi: Ricerca storica, Indagini architettoniche e strutturali , Indagini superfici dipinte , Diagnostica artistica ed architettonica , Indagini ambientali.

"Il risultato costituisce la più approfondita e dettagliata analisi visuale che sia mai stata effettuata su un’insigne opera d’arte del Primo Rinascimento. Viene così alla luce con evidenza una nuova dimensione dell’arte di Piero della Francesca, col risultato che una buona parte dei lavori critici attuali tende a perdere validità; ci è inoltre per la prima volta consentito di leggere con esauriente chiarezza i metodi di lavoro e le intenzioni creative dell’artista. Da questo punto di vista si può dire che inauguri un nuovo capitolo nello studio dell’arte del Rinascimento" (John Pope-Hennessy, in "Un progetto per Piero della Francesca", Alinari, Firenze 1989, p. 22).

Nel 1990, in vista del restauro, si è tenuto ad Arezzo un Convegno Internazionale di Studi "Piero della Francesca ad Arezzo: il futuro della Leggenda della Vera Croce" che ha rappresentato l’occasione per un fondamentale confronto tra i più qualificati studiosi ed esperti di conservazione dei beni culturali.

Ricerca storica

In considerazione della molteplicità e dell'ampiezza delle problematiche di matrice storica legate al dissesto ed al degrado delle opere, questo ambito di ricerca ha rappresentato, in seno al progetto, un'asse portante, svolgendo il ruolo di costante punto di riferimento per tutti gli altri settori di indagine. Per la Basilica di S. Francesco in Arezzo lo studio si è mosso su un ampio ventaglio d'indirizzi tematici, da quelli più propriamente storico urbanistici inerenti alla chiesa ed al suo intorno ambientale, a quelli relativi alla storia dei restauri, dei dissesti e dei danni sofferti principalmente dalle pareti dipinte della Cappella Maggiore.
Sono stati raccolti oltre 600 documenti, per lo più inediti, e ricostruite le fasi principali dei tre grandi restauri degli affreschi dalla metà del secolo scorso ad oggi, opera di Gaetano Bianchi (1858), Domenico Fiscali (1915/16) e Leonetto Tintori (1962/64).
I risultati della ricerca storica sono stati pubblicati nel 1990: G. Centauro, "Dipinti murali di Piero della Francesca. La Basilica di S. Francesco ad Arezzo: indagini su sette secoli" Electa, Milano.

Indagini architettoniche e strutturali

Per la Basilica francescana e nell'economia generale del progetto l'esame critico della funzionalità strutturale della fabbrica, con particolare riferimento alle pareti della Tribuna che costituiscono il naturale supporto per i preziosi intonaci dipinti, ha fornito un apporto di fondamentale importanza. L'estesa e variegata vicenda storica dei dissesti ha infatti messo in luce, spesso drammaticamente, la centralità del problema della stabilità delle pareti, laddove malformazioni congenite alla stessa struttura architettonica originaria ed eventi traumatici di varia natura e specie, ma anche inopportuni interventi di trasformazione, hanno finito con l'esaltare il potenziale fattore di rischio. Attraverso la ricerca che si è sviluppata con l'ausilio di moderne tecniche di rilevamento e controlli "non distruttivi", per esempio attraverso l’indagine termografica, si sono inoltre evidenziati elementi di novità anche per quanto concerne lo studio delle pareti dipinte.

Indagini superfici dipinte


Questo può giustamente considerarsi come il settore di ricerca più delicato, in quanto pertinente alla natura più intima dell'opera d'arte. Preliminarmente è stata anche realizzata una minuziosa perlustrazione delle superfici dipinte con lo scopo di definire e localizzare ogni fattore di degrado, gli interventi di restauro attuati nel passato, e specificatamente, aspetti relativi alla tecnica d'esecuzione usata dall'artista. Attraverso la ricognizione visiva si è realizzato il rilievo, restituito cartograficamente, delle giornate di lavoro, del disegno preparatorio e delle linee incise, delle effluorescenze saline, dei sollevamenti del colore e degli interventi di restauro Inoltre è in questa sfera di lavoro che si è andata elaborando la sintesi storico critica ed informativa dei risultati prodotti attraverso la ricerca scientifica e le analisi diagnostiche condotte ai vari livelli.

Diagnostica artistica ed architettonica

Un contributo inesauribile e preziosissimo è stato quello offerto dalle indagini scientifiche condotte organicamente e con impiego sistematico sulle superfici pittoriche. In particolare, nello svolgimento del programma di ricerca, si sono operate: indagini riflettografiche a raggi infrarossi; esami fotografici a luce radente, ad infrarossi (I.R. in falsi colori), della fluorescenza da ultravioletti (U.V.), ed al microscopio; indagini termografiche in riflessione ed in emissione; ricerche sulle presenze metalliche e sulle aree di distacco dell'intonaco; rilievi fotogrammetrici e morfologici delle pareti; analisi chimiche e radiochimiche su campioni provenienti dalle superfici pittoriche; analisi mineralogiche e petrografiche sulle malte, ecc. La cospicua mole di dati ed informazioni raccolte ha consentito di precisare le cause del degrado attuale, nonché di segnalare importanti elementi di tecnica pittorica e di individuare ritocchi ed aree interessate da rifacimenti.

Indagini ambientali

Nell'ambito del riconoscimento delle possibili cause di degrado delle superfici dipinte una rilevanza del tutto particolare è insita nelle indagini relative all'inviluppo climatico ed ai fattori ambientali. Per tale ragione il riscontro e la lettura comparata dei parametri termoigrometrici, l'analisi dinamica dell'umidità di terreni e murature e lo studio degli inquinanti atmosferici ha interessato sia gli ambiti spaziali di contorno sia direttamente le superfici parietali. Si sono così potuti meglio capire e puntualizzare, in relazione ai valori registrati nelle diverse ore del giorno e nell'arco delle stagioni, i meccanismi che suscitano o rendono attivi i fenomeni di degrado dell'intonaco e del film pittorico. Anche in questo settore la correlazione con gli avvenimenti storici pregressi ha permesso di produrre una esauriente disamina degli attuali fenomeni disgregativi.